Crea sito

Circolare Garante della Privacy

Dal Garante della Privacy indicazioni ai soggetti pubblici e privati per la gestione del Coronavirus

Lo scorso 2 marzo, il Garante della Privacy ha fornito indicazioni ai soggetti pubblici e privati, in materia di gestione dei dati, al fine che questi ultimi si conformino alle indicazione fornite dalle autorità competenti. Il Garante della Privacy, infatti, ha affermato che sono i soggetti ufficialmente predisposti a dover perseguire l’obiettivo di limitare il diffondersi del Coronavirus. Con questo monito, il Garante della Privacy ha voluto dare indicazioni agli operatori pubblici e privati, che gestiscono il trattamento dei dati sanitari e non. Infatti, l’obiettivo è stato quello di mettere in luce raccolta delle informazioni sui sintomi causati dal Coronavirus e delle notizie inerenti ai movimenti delle persone. Secondo quanto previsto dai dispositivi d’urgenza, ci ricorda il team Giovanni De Pierro, per prevenire il diffondersi del virus e limitare l’emergenza sanitaria, coloro che nelle ultime due settimane siano stati nelle aree a rischio contagio, devono darne comunicazioni alle ASL. La comunicazione può essere effettuata anche al medico di base, che procederà a tutti gli accertamenti disposti per legge. Così, il Garante ha esortato i soggetti che si occupano del trattamenti dei dati di conformarsi alle indicazioni diffuse dalle istituzioni in tema di salvaguardia dal contagio. Inoltre, il Garante ha invitato i titolari del trattamento ad evitare di procedere nella raccolta dei dati sullo stato di salute di utenti e prestatori di lavoro, non previste dalla legge e dagli organi competenti. Proprio questi ultimi hanno stilato le misure preventive che i titolari del trattamento dei dati dovranno seguire per garantire l’accesso dei visitatori ai locali pubblici, in conformità alla normativa d’urgenza messa in pratica. Le indicazioni prevedono che i datori di lavoro non possono acquisire informazioni sullo stato di salute del dipendente, sulle relazioni che intrattiene nella vita privata e al di fuori del lavoro. Il datore di lavoro ha obbligo di informare le autorità competenti sulle probabili variazioni relative al rischio “biologico” del contagio da coronavirus e che potrebbe alterare la salute dei dipendenti sul luogo di lavoro. Inoltre, stando alle indicazioni del Garante, è sempre compito del datore di lavoro procedere con la sorveglianza sanitaria nel contesto professionale, attraverso l’attività del medico competente. Tuttavia, il datore di lavoro deve obbligatoriamente comunicare al dipendente eventuali situazioni di rischio per la salute e pericoli che potrebbero alterare la sicurezza sul luogo di lavoro. Qualora il lavoratore lavori a contatto con il pubblico ed entri in relazione con un soggetto risultato positivo al Coronavirus, il dipendente stesso, attraverso il datore di lavoro, dovrà far presente l’accaduto ai servizi sanitari specializzati, seguendo scrupolosamente le indicazioni che gli verranno fornite, al fine di mettere in pratica tutte le forme adeguate di prevenzione. Infatti, il Ministro per la Pubblica Amministrazione ha disciplinato la condotta da seguire per i dipendenti pubblici e chi opera in seno alla Pubblica Amministrazione. Le indicazioni in merito prevedono di segnalare all’amministrazione l’eventuale provenienza da un’area a rischio. In questo caso, gli stessi dipendenti, su indicazione del datore di lavoro, potranno inoltrare direttamente la comunicazione, anche attraverso canali predisposti e dedicati.